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Salerno, fiori ai genitori sulla tomba vuota Cronaca Primo piano 

Salerno, fiori ai genitori sulla tomba vuota



Per più di due mesi, Vincenza Coscia si è recata al cimitero di Brignano per prendersi cura, insieme ai fratelli, del loculo scelto per far riposare le spoglie dei cari genitori. O, almeno, così credevano. Perché, di fatto, la nicchia era vuota e i resti parcheggiati altrove. Tutto comincia lo scorso 8 marzo, quando Vincenza si reca al camposanto di Salerno per il dovuto rito dell’esumazione. «Mamma e papà sono morti a pochi mesi di distanza, dieci anni fa – racconta la donna attraverso le colonne del quotidiano Il Mattino – Così, trascorso il tempo stabilito e comprata la nicchia dove mettere il cassettino con i loro resti, sono andata al cimitero per assistere all’operazione». «Nel corso delle operazioni – continua la sessantatreenne – ci è stato chiesto se volevamo effettuare la pulizia delle ossa dei nostri congiunti. Ma io e i miei fratelli non abbiamo voluto. Dopodiché, i resti sono stati riposti nel cassettino di acciaio che avevamo acquistato».

A quel punto, Vincenza si è recata in direzione per ricevere un altro bollettino da pagare. «In tutto – spiega la donna – abbiamo pagato una somma pari a 800 euro». Tutto regolare. Almeno apparentemente. Inclusi gli accordi presi per la sistemazione del loculo. «Abbiamo chiesto che la fotografia di mia madre che era sulla tomba venisse sistemata sul nuovo loculo, mentre per quella di mio padre abbiamo deciso di provvedere noi, autonomamente». Insomma, «la mia cliente – spiega l’avvocato Andrea Criscuolo – ha eseguito tutte le procedure richieste per l’esumazione ma non ha acquistato servizi accessori». Poi, con i fratelli, ha lasciato il camposanto congedata con un «tutto a posto». E, dunque, pensando che non ci fosse altro da fare, è tornata a casa convinta di aver chiuso la pratica. Sono riprese, così, le consuete visite al camposanto. «Sono tornata al cimitero dopo due settimane – racconta Vincenza – Non nego di aver tirato un sospiro di sollievo quando sul nuovo loculo ho visto che era già stata sistemata l’immagine di mia madre. Di lì a poco abbiamo fissato anche quella di mio padre». Fino a quando, «circa due settimane fa – spiega – ricevo una telefonata. “Per una nostra dimenticanza”, mi hanno detto, “abbiamo ancora in custodia il cassettino con le ossa”. E mi è stato chiesto di recarmi al cimitero per altri atti da firmare».

 

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